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Malattia e attività lavorativa

Lavoratori subordinati e malattia

Le aziende sovente chiedono informazioni sulla licenziabilità dei lavoratori di cui abbiano contezza dello svolgimento di altra attività lavorativa durante un periodo di malattia regolarmente certificato.

Bisogna innanzitutto precisare che, come più volte ribadito dalla Corte di Cassazione, la malattia non esclude a priori la possibilità di svolgere un’altra attività lavorativa a condizione che ciò non determini un ritardo nella guarigione o aggravamento.

Ma si può con certezza affermare che, per la malattia e attività lavorativa, l’onere della prova in caso di contestazione disciplinare da parte delle aziende che contestano altra attività lavorativa sia durante che al di fuori dell’orario di lavoro, rimane in capo al lavoratore che, deve chiaramente dimostrare, la compatibilità dell’attività lavorativa con la malattia che impedisce a sua volta la prestazione lavorativa nella azienda in cui risulta assente per l’evento morbigeno.

Onere della prova

Il lavoratore, altresì, deve dimostrare che la lavorazione svolta non crei pregiudizio al recupero delle normali energie pscico-fisiche, restando impregiudicato che solo il Giudice è deputato alle valutazioni di merito.

Lavoratori subordinati e malattia è materia in cui la giurisprudenza spesso è intervenuta ed in proposito:

A titolo esemplificativo (Cassazione del 2012) è sicuramente vietato, per la malattia e attività lavorativa, e quindi legittima il licenziamento, di un lavoratore che durante l’assenza di malattia svolge attività lavorativa di addetto al servizio ai tavoli e alla riscossione alla cassa presso un locale pubblico ed in orario notturno, tanto che si dubita, al caso di specie, la stessa esistenza della malattia.

Altro esempio per la malattia e attività lavorativa, può essere quello del lavoratore sorpreso a lavorare con mansioni di carico e scarico merce e servizio ai tavoli presso altra azienda, oppure che sia sorpreso ad effettuare mansioni di buttafuori in un locale notturno con malattia per sindrome ansioso-depressiva.

Conclusioni

Resta inteso che l’azienda dovrà avere base solide testimoniali per poter effettuare la contestazione disciplinare prima, con eventuale licenziamento successivo. E’questo è e rimane un consiglio saggio da valutare con le circostanze del fatto concreto.

Bisogna comunque sempre tener a mente gli obblighi di correttezza e buona fede di cui agli articoli 1175 e 1375 del Codice Civile, che pur essendo inseriti nella parte civile del Codice, fanno parte a tutto tondo della disciplina lavoristica.

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